Wednesday, February 06, 2008

i'm just waiting for the day that i will find a letter on the bedroom door

continuo a imparare dal mio corpo.
ormai so che non devo darmi tregua. non mi concedo di fermarmi un solo giorno: se continuo a correre, a nuotare o a uscire in bici, se continuo ad affaticarmi, ottengo il privilegio di una stanchezza che si trasforma in tranquillità. una tranquillità che non potrei mai ottenere senza muovermi, adesso come adesso.
di ritorno a forlì mi sono chiesta decine di volte se sia questo posto a rendermi ciò che sono adesso, mi sono chiesta quanto i luoghi influiscano sulle persone che siamo, e dopo averti visto sereno nella tua sardegna mi viene da pensare che i luoghi fanno la differenza, eccome.
non ritrovo me stessa tra le mura di questa casa nè tra le strade di forlì. il piacere di camminare si è trasformato in bisogno di arrivare, la curiosità è sparita.
se è vero che un luogo nuovo ci fa rinascere, mi chiedo se ci siano posti che ci fanno morire, lentamente.
milano, nelle prime settimane dopo il rientro da auckland, non è stata così. è stata fredda, ma vitale, è stata grigia ma non mi ha spinta all'esasperazione come solo alcune giornate di forlì sanno fare.
è per questo che ascolto il mio corpo e lo forzo a stancarsi, devo impedirmi di sentire ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, un'irrequietezza pulsante che dentro le mura di casa si trasforma in irritazione. devo muovermi, e se non è con l'aereo, che sia con le gambe, con le braccia.

3 commenti:

Simone said...
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Simone said...

alè, forza !

Jacopo said...

Magari serve a poco, ma ti capisco pienamente.